Residenza artistica di Giulia Malatesta
6/19 luglio 2026
FERMENTERIA via Fragielis 133/A, Prepotto
Giulia Malatesta è nata a Reggio Emilia nel 2003.
Nel 2022 consegue il diploma al Liceo Artistico A. Venturi di Modena. Attualmente è iscritta al terzo anno del triennio di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia.
ESPOSIZIONI E WORKSHOP
- 2025 Indirizzo Inesistente, mostra colletiva presso Museo Diocesano, Sale del Ciliegio, Brescia.
- 2025 ExtraOrdinario Workshop, laboratorio aperto di pittura e mostra collettiva a cura di Carlo Di Raco, Martino Scavezzon e dell’Atelier F, presso padiglione Antares Polo tecnologico VEGA di Marghera (VE).
- 2025 L’Estetica del Gusto, mostra collettiva a cura di Simone Ceschin, presso gli spazi del ristorante AB – Il lusso della semplicità (VE).
- 2025 107ma Collettiva Giovani Artisti, Istituzione Fondazione Bevilacqua la Masa (VE).
- 2025 Domestica Vanitas, mostra collettiva a cura di Simone Ceschin, presso Universo Factory, Vittorio Veneto (TV).
- 2024 ExtraOrdinario Workshop, laboratorio aperto di pittura e mostra collettiva a cura di Carlo Di Raco, Martino Scavezzon, Daniele Capra, Nico Covre e dell’Atelier F, presso padiglione Antares Polo tecnologico VEGA di Marghera (VE).
- 2024 Premio Mestre di Pittura, mostra collettiva, Centro Culturale Candiani, Mestre (VE) con il premio “Borsa di studio”.
- 2023 Antares laboratorio di pittura ExtraOrdinario, mostra collettiva, a cura di Carlo Di Raco, Martino Scavezzon, in collaborazione con Vulcano Agency, presso i Magazzini del Sale 3, Dorsoduro Venezia.
- 2023 ExtraOrdinario Workshop, laboratorio aperto di pittura e mostra collettiva a cura di Carlo Di Raco, Martino Scavezzon, Daniele Capra, Nico Covre e dell’Atelier F, presso padiglione Antares Polo tecnologico VEGA di Marghera (VE).
La nostra proposta
Il percorso immaginato non è un evento isolato, ma una traiettoria da costruire nel tempo: un progetto che trova nella continuità e nella cura costante i suoi punti di forza, con l’obiettivo di rendere ogni fase sempre più efficace, sostenibile e riconoscibile.
Per un periodo da definire, l’artista selezionato sarà accolto all’interno del casale, con vitto e alloggio garantiti. Vivrà immerso in un ambiente carico di storia e suggestione: le stanze antiche, il paesaggio circostante, i terrazzamenti coltivati a vigneto, la cantina. Tutti questi elementi non saranno semplicemente uno sfondo, ma parte attiva del processo creativo, capaci di influenzare e nutrire la ricerca artistica.
Durante la residenza, l’artista sarà chiamato a sviluppare e portare a compimento almeno un’opera — o un nucleo di lavori — che rappresenti una restituzione concreta dell’esperienza vissuta. Il valore centrale non risiede solo nella produzione, ma nel compimento: dare forma finita a un percorso creativo radicato nel luogo.
Lo spazio di lavoro sarà individuato nella cantina, in particolare nella sua area piastrellata: un ambiente funzionale, ma al tempo stesso fortemente evocativo. Ex luogo di produzione e trasformazione, la cantina si riconfigura così come laboratorio artistico, mantenendo intatta la propria identità e caricandosi di nuovi significati.
La residenza non sarà un processo chiuso, ma aperto al dialogo.
Durante il soggiorno, si potranno organizzare momenti di condivisione con il pubblico: osservare l’artista al lavoro, entrare nel vivo del gesto creativo, partecipare a piccoli laboratori o incontri, soprattutto rivolti anche a bambini e comunità locali. Occasioni preziose per avvicinare le persone all’arte in modo diretto e autentico.
Il percorso culminerà in un evento finale: una mostra allestita all’interno della cantina, che per l’occasione si trasformerà in spazio espositivo e luogo d’incontro. Qui verranno presentate le opere realizzate durante la residenza, insieme ad altri lavori dell’artista, costruendo un racconto coerente e immersivo.
L’esposizione sarà pensata per rimanere aperta per un periodo prolungato — indicativamente almeno un mese — con l’obiettivo di attrarre visitatori e generare un flusso culturale attorno al casale. Ogni allestimento sarà progettato con attenzione, valorizzando lo spazio e adattandosi di volta in volta alle sue caratteristiche.
A supporto dell’iniziativa, si prevede la realizzazione di materiali di comunicazione dedicati — sia fisici che digitali — e la possibilità, nel tempo, di sviluppare pubblicazioni come cataloghi di residenza o annuali. Parallelamente, sarà fondamentale costruire relazioni con enti, istituzioni e realtà del territorio, attivando collaborazioni capaci di amplificare l’impatto del progetto.
Residenze Artistiche
Le residenze artistiche sono un modello ampiamente consolidato e apprezzato a livello internazionale, ancora poco diffuso in Italia e quasi assente nel contesto friulano: proprio per questo, rappresenta un’opportunità concreta di innovazione culturale per il territorio.
L’iniziativa prevede di accogliere, all’interno della struttura storica del casale, giovani artisti, preferibilmente emergenti, offrendo loro uno spazio di lavoro e di vita immerso in un contesto unico. L’obiettivo non è soltanto ospitare, ma generare valore: attivare nuove connessioni tra arte contemporanea e territorio, sostenere percorsi di crescita artistica e professionale, e contribuire ad arricchire la narrazione storica e culturale di Ronc Fragielis.
La visione è chiara: trasformare il casale in un luogo di produzione culturale viva, capace di attrarre attenzione e creare dialogo.
Elemento cruciale del progetto sarà la selezione degli artisti, probabilmente la fase più delicata soprattutto nelle fasi iniziali. Si cercheranno profili disposti a confrontarsi con un contesto non urbano, lontano dai circuiti più immediati ma ricco di suggestione, dove la dimensione del tempo, del paesaggio e della storia diventa parte integrante del processo creativo.
L’eredità
Il cuore più profondo del progetto risiede nel suo lascito: la costruzione, nel tempo, di un patrimonio artistico, culturale e simbolico capace di accrescere il valore del luogo e di proiettarlo in una dimensione più ampia e riconoscibile.
Elemento centrale sarà la definizione di ciò che ogni artista in residenza lascerà come traccia del proprio passaggio. Nella maggior parte dei casi, si tratterà di un’opera — idealmente quella realizzata durante la permanenza — poiché intrinsecamente legata al contesto, al tempo vissuto e alle relazioni sviluppate. Ogni lavoro diventerà così non solo un oggetto artistico, ma un frammento di storia del luogo.
Questo scambio sarà formalizzato attraverso accordi chiari e condivisi, fondati su un principio di reciproco valore: ospitalità e supporto in cambio di un contributo duraturo alla crescita del progetto.
Connessioni
Uno degli aspetti più fertili delle residenze è la loro capacità di generare connessioni. L’arte diventa un catalizzatore, capace di attivare collaborazioni e contaminazioni con altre realtà e ambiti.
Le opere e la presenza stessa degli artisti potranno intrecciarsi con iniziative locali, produzioni agricole o progetti culturali. Si apre così la possibilità di sviluppare sinergie concrete: ad esempio, utilizzare elementi visivi nati durante una residenza per l’identità grafica di prodotti del territorio, creando edizioni limitate o collaborazioni temporanee capaci di valorizzare entrambe le parti.
Allo stesso modo, il progetto potrà dialogare con attività eterogenee — dal benessere alle esperienze outdoor, dalla musica agli eventi tematici — utilizzando l’arte come elemento attrattivo e distintivo, in grado di ampliare e diversificare il pubblico.
Un luogo di cultura e benessere
Accanto alla produzione artistica, il progetto intende aprirsi anche a una dimensione più relazionale e umana, dove l’arte diventa strumento di connessione, ascolto e cura.
Alcune residenze potranno essere orientate a pratiche partecipative o a percorsi ispirati all’arte-terapia, sviluppati in collaborazione con professionisti qualificati. In questo contesto, il casale si configura come uno spazio accogliente e protetto, capace di ospitare momenti di condivisione rivolti a piccoli gruppi o singoli individui.
L’obiettivo è offrire esperienze autentiche, accessibili e non competitive, dedicate a chi attraversa momenti di stress, cambiamento o semplicemente ricerca un tempo e uno spazio di rigenerazione. Gli artisti, affiancati da figure di mediazione, potranno aprire il proprio processo creativo al dialogo e alla partecipazione, trasformando l’atto artistico in un’esperienza collettiva di consapevolezza.
Iniziativa realizzata con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia