Giorgio Celiberti – Percorso di Pace

Giorgio celiberti con “Percorcorso di pace” al casale dove verranno esposte 12 steli chiamate “scudi” metafora di come degli strumenti bellici divengano oggetto di difesa della pace e conoscenza in un percorso che rimarrà tutta l’estate

11 Luglio 2026

FERMENTERIA via Fragielis 133/A, Prepotto

Orario inaugurazione 17.00 dell’11 settembre. 
Chiusura mostra il 13 settembre

Percorso di pace

Nel paesaggio silenzioso e rigenerante di Fermenteria, dove il vecchio casale di Ronc Fragielis si immergenel verde, prende forma Percorso di pace, un’installazione site-specific di Giorgio Celiberti composta da dodici “Scudi”.

Disposti una dopo l’altro lungo una salita da percorrere lentamente, le opere costruiscono un cammino di contemplazione, memoria e conoscenza, destinato a rimanere nel luogo per tutta l’estate.

La lieve salita che accompagna il percorso introduce una misura di fatica necessaria. Passo dopo passo, il visitatore è invitato a condividere simbolicamente il peso che queste steli portano con sé. Come antichi guardiani, gli Scudi di Celiberti sostengono una responsabilità immensa; il cammino chiede a chi li attraversa di farsene, almeno per un tratto, compagno. Così la fatica del corpo si trasforma in consapevolezza e il percorso diviene un esercizio di partecipazione civile oltre che estetica.

Le opere si presentano come presenze arcaiche e contemporanee al tempo stesso. Le loro superfici sono attraversate da incisioni, trame di segni, graffi e simboli che evocano antiche scritture, reperti archeologici e testimonianze di civiltà perdute. In esse il segno non è soltanto forma estetica, ma traccia di una memoria collettiva che attraversa il tempo. La scrittura diviene immagine e l’immagine diviene linguaggio universale, capace di parlare oltre ogni confine culturale.

Il titolo scelto per l’installazione racchiude il nucleo concettuale dell’intervento: gli Scudi alludono infatti a strumenti originariamente legati alla guerra e al conflitto, qui trasformati in simboli di difesa della pace. Non più oggetti di offesa, ma superfici che custodiscono memoria, dialogo e conoscenza. La materia stessa delle opere sembra raccontare questo passaggio: i segni incisi ricordano ferite e cicatrici, ma al tempo stesso diventano alfabeti di riconciliazione, testimonianze di una possibilità di incontro tra gli esseri umani,necessità di trasmettere alle generazioni future una cultura della pace; Scudi che si ergono come sentinelle silenziose lungo il cammino.

Come importante segno conclusivo del Percorso, trentatré croci scultoree in alluminio, rivisitazione in chiave contemporanea di quelle longobarde, si librano tra le fronde di un albero monumentale, in un fluire naturale ed armonioso. Questa vibrazione altro non è che un memento d’amore a tutte le innocenti vittime di guerra come una preghiera che rappresenta un conclusivo momento di raccoglimento… e che risuona anche altrove. Essa aleggia con la spiritualità delle Valli del Natisone e dello Judrio fino ad arrivare a Castelmonte, al Museo Cristiano e al Duomo di Cividale, dove sono presenti altre Croci ed opere del Maestro.

In questo contesto le opere assumono una nuova dimensione: non oggetti da osservare a distanza, ma presenze da attraversare, incontrare e ascoltare. A Fermenteria, infatti, luogo nato come spazio di incontro tra arte, creatività, benessere e progettualità, le dodici steli trovano una collocazione naturale. Il percorso si sviluppa come un pellegrinaggio laico nel paesaggio: ogni scudo costituisce una soglia, una tappa di riflessione, un invito a rallentare. L’antico casale e la natura circostante diventano parte integrante dell’opera, trasformando la visita in un’esperienza immersiva in cui arte e ambiente dialogano continuamente.

Percorso di pace è dunque un invito a riscoprire il valore della lentezza, dell’ascolto e della memoria. Un cammino nel quale l’arte si fa strumento di relazione e gli antichi scudi, svuotati della loro funzione bellica, diventano simboli di protezione reciproca, conoscenza condivisa e speranza. In un tempo segnato da nuove tensioni e fragilità, Celiberti affida alla forza essenziale del segno un messaggio semplice e universale: la pace non è un approdo, ma un percorso da costruire insieme, passo dopo passo.

Iniziativa realizzata con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia